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CORREVA L'ANNO 2006

Il punto di Alex Iorio

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Nugget, odori e ricordi di un calcio da tavolo d'altri tempi
Era la fine dei bellissimi anni ottanta e già trovarlo era pressoché un miracolo, ricordo tornei più o meno seri organizzati in parrocchie con poca luminosità e molta polvere, campi ancora in panno con pelucchi in ogni dove, porte piegate dal tempo e portieri ancora in plastica, piedistalli precari e di diverse altezze e puntine ovunque…
Profumi di allora, di gioventù e sogni di ragazzino; anelito di quell’odore d’infanzia con tutto ciò che ne comporta ora, inaliamo immaginandoci come volevamo essere, come vorremmo essere…
Sappiamo ed è dimostrato che gli odori – senso spesso sottovalutato – vanno a sollecitare proprio gli strati maggiormente sepolti e primitivi legati alle emozioni più intense e profonde, forse perché saltano ancora più delle immagini i registri razionali e tutti i paradigmi e le sovrastrutture sociali provocando emozioni immediate, profonde e avvolgenti.
Oggi non è più subbuteo ma Calcio da Tavolo, abbiamo porte in ferro inamovibili, portieri in ferro fortissimi squadre sviluppate con materiali d’avanguardia in grado di fare cose impensabili solo 10 anni or sono e campi stupendi dritti puliti regolarmente montati su cavalletti di prim’ordine, alcuni anche sponsorizzati e personalizzati, tutti uguali uniformi omogenei, abbiamo una federazione nazionale ed una internazionale…
Oggi abbiamo un calendario da più di cinque anni, sappiamo già che l’anno prossimo cascasse il mondo ci sarà il Major di Bologna, il torneo di Natale (dal 1978, cavolo ha quasi la mia età, mica poco!) la Coppa Italia ad ottobre, la serie A a febbraio e marzo, i Campionati Italiani a giugno, abbiamo tutto quello che ci è indispensabile per programmare una stagione, come nel tennis; qualcuno dice che ci sono troppi tornei (?!), si’certo a livello numerico ce ne sono tanti ma vero è che sono sparsi abbastanza uniformemente su tutta la penisola e soprattutto sono di livello e punteggi assai diversificati; insomma a parte qualche giocatore che in particolari anni della propria vita può permettersi il lusso di andare ovunque, la selezione degli stessi diventa necessaria e assai utile per l’obiettivo che si vuole raggiungere. Un esempio si rende necessario: alla fine degli anni novanta quando ripresi a giocare non me ne importava nulla della classifica nazionale o dei Campionati Italiani o della Coppa Europa, il mio obiettivo era su base regionale e i miei “idoli” necessariamente lombardi. Qualche anno dopo la mia prospettiva era cambiata mi ero ritrovato a competere a livello nazionale quasi per magia e i primi anni ovviamente pompato andavo ovunque ci fosse un torneo; oggi mi affaccio ad una nuova prospettiva più europea se vogliamo…ed è chiaro che alcuni tornei dovranno da me essere scartati, magari quelli regionali magari quelli che ti danno meno punti per l’obiettivo che mi sono dato, del resto non mi si può biasimare se nella mia agenda ho già segnato date quali Mons Bologna e Barcellona.
E tutto questo oltre ad essere naturale permette una selezione più oculata dei tornei ( se l’obiettivo è entrare tra i primi otto per disputare i campionati italiani si preferirà tornei più difficili ma anche in grado di fornire molti più punti in palio; avete mai visto Nastasi frequentare certi tornei? Mica perché è uno snob ma è chiaro che avendo obiettivi di livello mondiale preferisce partecipare a tornei internazionali, dovendo scegliere ovviamente e compatibilmente con tempo e denaro disponibili (ma questo mi sembrava superfluo aggiungerlo, o no?!).
Non c’è molto da rimpiangere di quegli anni a voler ben guardare, è rimasto solo quell’odore di gioventù e quell’innocenza perduta da ragazzino…che non avrebbe potuto immaginare una evoluzione cosi’ imponente di uno Sport autogestito; perché si sa l’essere umano tende sempre a svilirsi ed è un po’ miope; ma i passi avanti fatti in questo decennio sono passi importanti che hanno segnato punti fissi, un benchmark qualitativo ed organizzativo dal quale non si può prescindere ma dal quale si deve invece partire, e i mondiali di Bologna hanno messo una pietra miliare nella storia di questo Sport, che per quanti non se lo ricordassero ha già un trentennio di storia, mica bruscolini!!!

Alex Iorio


Si ringrazia zonatiro.altervista.org per il testo.


Intervista ad Efrem Intra

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1.Allora Efrem cosa si prova ad essere sul tetto del mondo?

E’ una bellissima sensazione. Forse non sono ancora consapevole di aver conquistato il tetto del mondo, ma sono orgoglioso di aver raggiunto questo risultato.

2.Credo tu sia un predestinato: campione italiano under 15 e 19, vicecampione italiano nel 2000, campione europeo under 19, campione mondiale a squadre in diverse categorie ( under 19 e open nel 2005 e 2006), e altri titoli vari che non cito solo per non annoiare il lettore. Ora il famoso “double” riuscito a pochissimi; e il tutto a soli 25 anni. Altri obiettivi?

Sicuramente vincere la Coppa dei Campioni e il campionato di serie A con il mio club. E’ vero, a livello individuale posso gia’ vantare risultati preziosi, percio’ mi concentro soprattutto per vincere con il T.s.c. Stella Artois.

3.In Belgio sei venerato, in Francia non hai rivali; nel tuo cammino non hai incontrato nessun italiano: quale il match decisivo? E dove hai capito che poteva essere il giorno dei giorni?

Credo che durante il campionato del mondo ogni match sia decisivo: ogni turno aumenta la tensione, ma anche la voglia e la consapevolezza di poter raggiungere questo straordinario traguardo. Doveva essere il giorno dei giorni: non potevo tradire una promessa fatta a Laura.

4.Il tuo gioco e’ piuttosto particolare, sicuramente non puo’ essere definito standard (come ad esempio quello di molti nuovi campioni emersi negli ultimi anni); ci sono dei giocatori che stimi piu’ di altri e che ai quali magari da piccolo ti sei ispirato?

Ogni giocatore che affronti o che osservi puo’ darti nuovi spunti o particolari idee di gioco. Gianluca Galeazzi e Stefano Scagni sono sempre stati i miei punti di riferimento: genio e sregolatezza, gioco offensivo e soprattutto voglia di vincere. E Stefano Buzzi, il mio presidente, mi ha insegnato due nozioni fondamentali: divertimento e forza agonistica. Un mix che mi ha trasmesso e che, unito ad un pizzico di fantasia, ha creato il mio tipo di gioco.

5.Parliamo della finale con Cremona, di certo un avversario rispettabile ma non irresistibile; che sensazioni hai provato prima di disputarla? Sapevi vero che non potevi tornare a casa con un secondo posto.

A prescindere da quale fosse l’avversario, era la finale del campionato del mondo. Mi sentivo tranquillo, concentrato e carico per poter vincere. Un secondo posto sarebbe stato un grande risultato, ma anche una vera sconfitta: ma se vinci il mondiale, sei nella storia.

6.E’ ormai da tantissimi anni che giochi nello Stella Artois. Sappiamo che hai avuto numerose offerte da altri club (tra le quali una molto allettante dai Tigers Bologna), ma di cambiare per il momento non se ne parla; dopotutto altri fuoriclasse hanno cambiato casacca piu’ volte (Deloigne, Guimaraes, per fare qualche nome). Perche’ qs scelta categorica di rimanere nello stesso club?

Per me lo Stella Artois non e’ solo il mio club di Subbuteo, con cui condividere vittorie e sconfitte, ma e’ prima di tutto un gruppo di persone cui sono legato da una profonda amicizia. Non mi importa vincere per forza, benche’ sia sempre il mio obiettivo, ma voglio vincere con loro: questa e’ la gioia e la passione che provo giocando a subbuteo.

7.Sfatiamo un luogo comune: molti pensano che tu giochi dalla mattina alla sera (o che lo abbia fatto almeno in preparazione dei mondiali), ma qs non e’ assolutamente vero. Direi anzi il contrario (tolti i tornei a squadre visto che disputi solo quelli!); ma quanto ti alleni?

Con tutta sincerita’, meno gioco e piu’ mi diverto. Quando riesco mi alleno una sola volta alla settimana, e cosi’ e’ stato anche nel mese che ha preceduto il campionato del mondo.

8.Negli ultimi 3-4 anni hai disputato pochissimi tornei individuali (non so neanche in che posto sei nel ranking italia!); come mai una scelta del genere?

Riprendo quanto gia’ risposto prima e aggiungo: ogni partita, sia nelle competizioni individuali che a squadre, e’ per me una sfida personale, ma provo piu’ emozioni e stimoli giocando per il mio club.

9.Per due anni di fila hai sfiorato la Coppa Campioni (3’ e 4’ posto), mentre in campionato lo Stella non hai mai dato fastidio alle grandi; secondo te che cosa vi manca?

Credo sia esclusivamente una questione di testa. Le potenzialita’ci sono, e i risultati citati lo dimostrano, solo dovremmo avere maggior convinzione per poter esprimere il massimo.

10.A chi dedichi la vittoria?

Risposta prevedibile, ma dedico questa vittoria a Laura: averla sempre vicina mi da’ una forza e una carica in piu’. Un grazie particolare a Gianluca ed Alex, che mi hanno accompagnato con i loro sms, alla nazionale e a tutto lo staff, e a tutti coloro che mi sono stati vicini col pensiero.

Efrem Intra

Regione
Campione lombardo under 19: 1996, 1997
Campione lombardo open: 1998
Vincitore Torneo di Natale: 1998, 2000

Italia
Campione italiano under 15: 1995
Campione italiano under 19: 1997, 1998, 1999
Vicecampione italiano open: 2000

Europa
Campione europeo under 19: 1999 Delft

Mondo
Vicecampione mondiale under 15: 1994 Parigi
Campione mondiale a squadre under 19: 1998 Namur
Campione mondiale open: 2006 Dortmund
Campione mondiale a squadre open: 2005 Tournai, 2006 Dortmund

Altri
Sucy en Brie under 19 1999
IO del Belgio Bruxelles: 2006
GP di Francia Monaco: 2005, 2006

Con lo Stella Artois
3 volte GP di Francia Monaco 2003, 2004, 2006
2 Major Italia 2000, 2002
più una trentina di tornei di varia portata

by Alex Iorio

Si ringrazia zonatiro.altervista.org per il testo.

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